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Un mare d’arte

Percorso artistico

Non soltanto sole e relax, Lampedusa è un’importante meta per ammirare opere e monumenti, un vero e proprio mare d’arte sconosciuto a molti. Per questo oggi vi porteremo alla scoperta del patrimonio artistico di questa piccola perla del mare.

Iniziando il percorso dalla via principale dell’isola, Via Roma, troviamo l’obelisco “Cassodoro”, situato in piazza Libertà dal 1988. La stele in bronzo è del famoso scultore contemporaneo Arnaldo Pomodoro. Questa scultura è un monumento ai caduti di tutte le guerre ed insieme un’opera in onore di capacità di vivere.

A pochi passi dalla nostra prima tappa visitiamo la Fontana Cascella, anche nota come “Omaggio al pescatore per l’isola di Lampedusa”. Questa splendida statua, è caratterizzata da forme e curve insolite ed è interamente rivestita in marmo bianco, così come la Piazza Comm. Brignone su cui si affaccia. E’ stata realizzata dall’artista Andrea Cascella, da cui deriva il nome, nel 1991.

Proseguendo lungo via principale, è possibile visitare la Chiesa madre dell’isola, all’interno della quale è collocato il crocifisso “Milagro”, realizzato dall’artista cubano Alexis Machado e donato da Papa Francesco in ricordo della sua visita del 2013. L’opera è stata realizzata con i remi delle barche dei pescatori cubani.

Fuori dall’edificio si trova il Mosaico dell’Umanità. Inaugurato a Lampedusa il 20 giugno 2018 in Piazza Garibaldi, è opera dell’artista Roberto Joppolo: una struttura interna a forma di croce latina alta 2,5 metri, formata da tanti tasselli in ceramica policroma che rappresentano i volti dell’umanità che convergono verso la figura del Santo Padre, simbolo di fraternità universale. Del monumento, che prima dell’installazione è stato benedetto da Papa Francesco, ne sono stati realizzati altri due esemplari: uno si trova a Viterbo, città dei Papi, e l’altro a San José di Costa Rica, sede della corte Interamericana dei Diritti Umani e dell’Università per la Pace delle Nazioni Unite.

Proseguendo verso il lungomare dell’isola è possibile ammirare una statua in marmo raffigurante la Madonna di Porto Salvo, Patrona dell’isola che, dal 1993, accoglie e protegge i pescatori. Il monumento è stato voluto dalla comunità per celebrare il 150° anniversario dalla costruzione della colonia e della restaurazione del simulacro B.V. Maria di Porto Salvo ad opera del Sanvisente.

Spostandosi in direzione di Cala Palme è possibile ammirare un’attrazione molto fotografata: una bella scalinata colorata, costruita agli inizi del ‘900 e restaurata negli ultimi anni dai giovani di Lampedusa. Probabilmente era l’unico collegamento con lo scalo commerciale, dove erano ubicate diverse industrie di lavorazione del pesce ed il lato sud del centro abitato.

Sparsi per l’isola, troviamo i murales e le statue dedicate ai pescatori. Un murale importante è quello situato in piazza Castello, nella facciata orientata sul mare del Museo delle Pelagie, realizzato da Rosk&Loste. Con la sua espressione ed il suo sorriso rasserenante, un’affascinante sirena accoglie chi arriva dal mare. Nei pressi del Molo Favaloro è collocata “la Sirena”, una statua in bronzo realizzata nel 2000 dall’artista siciliano Gery Scalzo. La sirena è una delle figure più ricorrenti nell’immaginario dei pescatori in quanto simbolo di buona sorte che prelude ad una pesca abbondante. “Omaggio al naufrago” è stata realizzata nel 2002 dallo stesso artista. Situata di fronte cala Salina, la statua vuole rappresentare l’amore sempre vivo nella gente di Lampedusa ed è un omaggio a coloro che riescono ad essere più forti delle difficoltà che li circondano. La statua raffigura un “uomo eroe” con le braccia protese verso l’alto in segno di speranza e libertà. Infine, “Omaggio al pescatore per l’isola di Lampedusa”, una statua in marmo che rappresenta un pescatore su una barca travolta dalle onde. L’opera, realizzata nel 1987 dallo scultore Andrea Cascella, fu collocata in Piazza Brignone nel 1991. Fu data in omaggio ai pescatori dell’isola che da sempre rispettano le leggi del mare e ne conoscono le immense risorse ma anche i grandi pericoli.

Immancabile è la visita alla Porta d’Europa, in contrada Cavallo Bianco. L’Italia finisce qui, dopo c’è solo il mare. Lungo una strada sterrata e polverosa ci si imbatte in quest’opera d’arte donata nel lontano 2008 da Mimmo Paladino. L’opera, simbolo di memoria e compassione, è realizzata in ceramica refrattaria e ferro zincato e misura quasi cinque metri di altezza e tre di larghezza. Da diversi anni, è tappa imprescindibile per chi si reca sull’isola. La porta d’Europa per chi arriva dal mare, ma anche la porta che conduce all’Africa, che la guarda da lontano, che ci unisce.

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