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Alla scoperta del verde immerso nel blu

Percorso naturalistico

Se dico isola
Tu pensi mare
Se dico foresta
Tu pensi alberi

E se ti dicessi che è possibile trovare del verde in un’isola blu?
Vieni con noi alla scoperta di Lampedusa: un’isola ricca di colori!

Partenza dal Faro di Capo Grecale (strada Falcone e Borsellino) (Panchina gigante): Esso sorge a picco sul mare sulla punta nord orientale dell’isola. Questo importante faro è alto 19 metri ed è un punto di riferimento per i naviganti. Sull’isola di Lampedusa la strada che porta al Faro di Capo Grecale è stata intitolata ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. 

Imboccando una strada secondaria ci incamminiamo lungo quella che è la strada panoramica. La panoramica corre vicina alla costa nord, poi diventa più centrale e nei punti in cui è lievemente rialzata regala una vista fantastica con il mare da tutti i lati: mare scuro a nord e scogliere a picco sull’azzurro dal lato opposto. è anche possibile ammirare fantastici tramonti che si riflettono sul mare dipingendolo di un rosso vivo. Qua passa il 35° parallelo della terra. I paralleli misurano la distanza angolare di un punto rispetto all’equatore. Pertanto l’Equatore ha parallelo 0°, il Polo Nord 90°, Milano 48°, Lampedusa 35°.

Alla fine di questa strada si arriva al punto più alto dell’isola Albero Sole. Con la sua altezza di 133 mt dal livello del mare. Arrivando si trova una piazzola di sosta con un piccolissimo arco in pietra locale dove è custodito un crocifisso, infatti la località prende anche il nome di “U Signuruzzo”. Albero Sole è uno dei belvedere più belli di Lampedusa, offre una vista sul mare e tramonti da mozzare il fiato. Consigliamo una visita o poco prima del tramonto oppure prima di andare al mare!

Scendendo si arriva in uno dei punti più verdi dell’isola: la Forestale. All’interno della Riserva è anche possibile seguire alcuni percorsi per l’esplorazione della costa e dei valloni e per l’osservazione di flora e fauna. Molto suggestivo è il sentiero che parte da Cala Stretta, percorre un tratto di costa, per poi affacciarsi sull’affascinante Vallone di Cala Galera, dove si conservano gli aspetti residui della macchia mediterranea e alcuni splendidi esemplari secolari di Ginepro e di Carrubo. 

Spostandosi da tutt’altra parte ci dirigiamo presso l’Area Marina Protetta. E’ stata istituita nel 2002, e fonda il proprio obiettivo prioritario nella protezione della flora, la vegetazione marina, la fauna con particolare riguardo a rettili e mammiferi marini e nella tutela delle risorse biologiche e geomorfologiche dell’area. L’A.M.P. Isole Pelagie rappresenta un patrimonio per la biodiversità del Mediterraneo e un baluardo per la tutela delle specie d’importanza conservazionistica quali i cetacei, la cui fauna in queste isole ha una grande importanza per il numero di specie che le abitano tra cui delfini e le tartarughe marine della specie Caretta caretta che regolarmente nidificano sulle spiagge di Lampedusa  e Linosa. La diversità è, senza dubbio, la caratteristica che colpisce maggiormente nell’arcipelago delle Pelagie. Ad una diversità di origine geologica, paesaggistica, costiera e morfologica-subacquea, corrisponde una diversità di habitat costieri, infralitorali e circa litorali, con comunità biologiche peculiari e diversificate che fanno di questo Arcipelago un patrimonio per la biodiversità del Mediterraneo.

Scendendo verso il porto vecchio e proseguendo fino a Contrada Salina possiamo trovare Il Giardino di Giò che si affaccia direttamente sul porto dell’isola. A realizzare quest’angolo inaspettato di verde, è stato Giovanni Di Maggio, che grazie alla sua passione per la natura è riuscito a trasformare quello che era un piccolo giardino familiare, del quale fin da bambino si prendeva cura insieme alla mamma, in una collezione di piante provenienti da ogni parte del mondo.

E così Agavi e Cactus americane convivono nella quiete lampedusana insieme ad Aloe ed Euforbie africane. Ma questa convivenza all’apparenza naturale è il frutto di tanto lavoro, almeno dieci ore al giorno, che Giovanni da solo, dedica alle sue piante. E’ risaputo che la principale problematica che influisce sull’attecchimento di una pianta è l’adattamento al clima, infatti alcune di queste piante tipiche di zone particolarmente calde, si sono adattate modificando addirittura il loro processo naturale di vita. Tra queste nel Giardino di Giò è possibile ammirare l’Albero del Fuoco, pianta tipica del Madagascar che per ambientarsi, d’inverno perde le foglie per proteggersi dal freddo ed inizia la vegetazione nel periodo primavera/estate.

Tra i programmi futuri di Giovanni, vi è quello di ingrandire ulteriormente il già abbastanza ampio “Giardino”, infatti, è sempre alla ricerca di nuove specie di piante che possano riuscire a adattarsi al terreno e al clima isolano. Naturalmente nel frattempo è possibile, anzi meglio consigliabile, fare una visita al Giardino di Giò.

Fondata nel 2020, Agricola Mpidusa sostiene la promozione del territorio attraverso la valorizzazione delle risorse sociali e ambientali dell’isola, implementando pratiche colturali agricole ecologiche nei terreni abbandonati e offrendo numerose attività fruibili per persone con disabilità. Tra le attività organizzate abbiamo: la visita in azienda, che offre la possibilità di visitare i terreni dedicati alla produzione agricola, di scegliere prodotti agricoli di alta qualità e acquistarli; l’attività agricola esperienziale con e per persone con disabilità, che dà alle persone interessate l’opportunità di lavorare al Centro Diurno di Lampedusa per la cura dell’orto, la semina, i trapianti e la raccolta di prodotti agricoli. Da quest’anno verrà avviata anche l’attività di somministrazione, durante la quale sarà possibile cucinare i prodotti agricoli locali e consumarli sotto forma di fritti. È un’occasione non solo per gustare prodotti sani a km0, ma anche per conoscere la storia della cooperativa, i protagonisti di questo progetto e tante curiosità sui prodotti e sull’agricoltura. 

Dirigendosi in località Punta Sottile una delle tappe di importante rilievo è il Centro delle Tartarughe. Da oltre 30 anni a Lampedusa si opera e combatte per la salvaguardia delle tartarughe marine. La nuova sede del Centro Recupero Tartarughe Marine, dallo scorso anno presso una parte dell’Impianto di Acquacoltura Lampedusa a Punta Sottile, appare sempre più preziosa. Acquacoltura ha messo a disposizione 2 vasche da 35mila litri per le pazienti in attesa di riprendere il mare, l’acqua di alimentazione delle vasche ha una temperatura ottimale ed una qualità eccezionale. Ci sono gli interventi chirurgici per l’estrazione dell’amo o della lenza, la ricostruzione di un carapace, l’amputazione di una pinna in necrosi, le terapie e le medicazioni, l’alimentazione e la pulizia delle vasche. Anche a Linosa sono state attivate alcune attività di ricerca con i droni per comprendere gli spostamenti delle tartarughe e le loro interazioni con le attività umane.

Nelle vicinanze possiamo trovare Punta Sottile l’estrema punta a sud d’Italia, a questa breve lingua di terra ci si aggiunge, non molto facilmente, dalla fine di contrada Cala Francese e senza problemi dal mare. La visita vale per l’emozione di trovarsi in un punto geograficamente al limite.

Segui anche gli altri percorsi!

Scopri tutto il fascino delle Isole Pelagie grazie ai percorsi ideati e sviluppati dagli alunni dell’Istituto Turistico di Lampedusa nell’ambito del progetto promosso dal Hub Turistico Lampedusa «Lampedusa e la cultura del turismo: Percorsi per un futuro sostenibile e responsabile».

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