Realtà da conoscere: il Forum Lampedusa Solidale

Realtà da conoscere: Forum Lampedusa Solidale - Lampedusa Today Blog
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Scegliere di vivere in un posto diverso da quello nel quale si è nati e cresciuti, spinge a conoscere sempre più nel profondo quel luogo, specie le dinamiche interne che lo regolano e il tessuto sociale. Se questo posto poi è un’isola e un’isola così complessa come Lampedusa, beh… credo sia d’obbligo farsi quanto meno un’idea.

Ho frequentato l’Università fuori dalla mia città e lì ho cominciato a capire quanto importante sia calarsi nella realtà di una grande città, dove il traffico imperante, la multi etnicità dei suoi abitanti, i rischi, la bellezza di avere teatri, cinema e luoghi di ritrovo, ti portano inevitabilmente a confrontarti con l’altro e con una dimensione diversa dalla tua, fatto che risulta assolutamente stimolante per certi versi e decisamente stressante per altri.

Da quando vivo qui a Lampedusa ho sempre cercato di scoprire il meglio che offre questo territorio e non mi riferisco solo alle sue bellezze naturali ma alle prismatiche realtà che essa racchiude, a quanti, per esempio, si sono inventati un mestiere utile per la collettività, a chi, con enormi difficoltà, è stato pioniere in certi settori e a chi dedica parte della propria vita al volontariato attivo.

Per questo ho scelto di iniziare questo mio cammino di scoperta partecipando al Forum Lampedusa Solidale.

Si tratta di un gruppo di persone abbastanza eterogeneo che si riunisce per discutere e approfondire importanti aspetti relativi all’accoglienza dei migranti, decidere cosa fare e quali strade prendere per migliorare le loro condizioni di vita finchè dura la loro permanenza qui. Quando mi soffermo a riflettere sul fatto che io abito proprio qui, a Lampedusa, primo scenario della grande apocalisse del nostro secolo, mi sembra assurdo, incredibile accettare che questa tragedia accada così vicino a casa mia e l’unico modo per accorciare questa distanza siderale è, dal mio personale punto di vista, informarsi sul fenomeno e poi, se si trova il coraggio, iniziare a fare volontariato, così come fanno quasi tutti i componenti del Forum.

Le riunioni si svolgono nel salone della Chiesa e ad ospitarci è il giovane e dinamico parroco appena arrivato sull’isola; a coordinare le riunioni gli operatori di Mediterranea Hope che conoscono bene la realtà dell’isola in quanto vi operano da qualche anno; poi, lampedusani sensibili al tema e molto partecipi nel volontariato, una giovane antropologa, un avvocato da sempre impegnata in prima linea e persone come me che non vanno lì per curiosare ma per ascoltare, conoscere meglio il fenomeno e capire come poter essere utili.

Non entro nel merito degli attori sociali che ho appena citato che fanno parte del gruppo; non è questa la sede per approfondire ciò che essi fanno perché non basterebbe un articolo fiume per raccontarlo, assieme a quello che fanno le altre associazioni che operano sul territorio. Ma ciò che mi preme farvi conoscere è proprio la presenza di gruppi spontanei come questo che nascono con il solo intento di migliorare le condizioni di vita dei migranti, di farsi interlocutori con gli enti che dovrebbero essere preposti a fornire i servizi, ad ascoltare queste persone e a farsi interpreti dei loro bisogni, a dare voce alle ingiustizie che subiscono dopo tutto quello che hanno già sopportato per arrivare da noi, a regalare una mano e un sorriso al loro arrivo all’ormai noto Molo Favarolo, a preparare il thé caldo, distribuire vestiti, spazzolino e dentifricio e soprattutto a non stancarsi mai di chiedere il PERCHE’ di alcune situazioni inaccettabili, come ad esempio l’assenza di bagni pubblici al molo e in paese per queste persone o la mancanza di coperte termiche al loro arrivo e… tanti altri PERCHE’ di fronte ai quali, come sempre accade, il volontariato si trasforma in diga per arginare le mancanze di chi fa spallucce dietro la propria comoda scrivania.

Dalle riunioni del Forum certo si esce un po’ scoraggiati non tanto dalle oggettive difficoltà che si incontrano nell’affrontare questo problema, quanto per la consapevolezza che chi dovrebbe rispondere fornendo soluzioni efficaci di fronte seri problemi, non sembra essere assillato più di tanto da questa situazione. Probabilmente presentando il fenomeno con modalità diverse, percorrendo strade nuove, decostruendo l’immaginario che ruota attorno ai migranti, si potrebbe riuscire ad attirare la loro attenzione e quella dell’opinione pubblica che, come me, non sa, non immagina ciò che “ruota” attorno a questa realtà. E dopo il primo momento di scoramento, ci si rincuora a pensare che accanto a tutto questo, esistono gruppi come il Forum Lampedusa Solidale che convoglia tanta energia positiva, menti aperte e propositive, libere da condizionamenti e soprattutto, desiderose solo di aiutare il prossimo che qui è davvero prossimo, accanto casa tua.

Maria Daina

Maria Daina nasce ad Agrigento nel 1977, studia al Liceo Linguistico e si laurea in Scienze della Comunicazione a Palermo. Subito dopo la laurea, tra Palermo, Catania e Agrigento, ha lavorato nel settore della comunicazione pubblicitaria, della formazione professionale e del turismo gestendo due strutture ricettive e occupandosi della loro promozione. E proprio a Lampedusa, dove gestiva un B&B, nell’estate del 2010 conosce un veterinario di Catania che, come lei, si trovava lì a lavorare. Sin da piccola amante degli animali e in prima linea in difesa dei loro diritti, corona il suo sogno sposando proprio il veterinario conosciuto a Lampedusa e, insieme, scelgono di aprire un ambulatorio proprio sull’isola. Vive a Lampedusa dal 2015 e, sebbene nostalgica dei suoi amati templi dorici, ha imparato ad apprezzare quanto di bello e diverso esiste a Lampedusa sfruttando l’opportunità di scriverne a proposito delle sue uniche realtà.

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