Come sboccia la Primavera a Lampedusa!

Come sboccia la Primavera a Lampedusa
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Descrivere la primavera in Sicilia sarebbe monotono e ridondante se pensiamo che Goethe ne rimase incantato e fatalmente attratto al punto da affermare che «l’Italia senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna».

E qui a Lampedusa lo sbocciare della stagione che prelude a quella più importante per l’isola, l’estate, è tanto incantevole quanto particolare se la si osserva nelle sue dinamiche e sembra proprio anticipare delicatamente il fermento che caratterizza la vita estiva. Adesso chiarisco il concetto.

Dopo l’inverno, fatto di passeggiate sulla scogliera e suggestivi scorci di mare agitato che sembra quasi incontrare il cielo, i primi di marzo si cominciano a notare i primi variopinti fiorellini che rivestono i sentieri che portano a mare e i piccoli “boschetti” che arricchiscono l’isola. Nelle giornate di sole l’esplosione di colori di questi fiori è stupenda e sembra essere ancora più intensa perché arricchita dal colore azzurro del vicinissimo mare: a Cala Maluk, piuttosto che a Cala Pulcino o all’Isola dei Conigli è un paradiso! Macchie di iris viola in miniatura, piccoli anemoni rosa e rossi, papaveri, margherite di ogni tipologia dal giallo intenso o più tenue, fiori di camomilla bianchi e ancora stranissime piantine grasse dalla forma e dalla consistenza mai viste prime… senza parlare delle macchie viola di timo in fiore o malva dai preziosi fiori rosa tenue e viola. Che bellezza, che gioia per l’anima poter ammirare tutto questo! Quando poi si ha il privilegio di scorgere l’arrivo di uccelli migratori provenienti dalla vicina Africa, beh lo spettacolo è garantito. A me è capitato di trovarmi a passeggiare sulla scogliera di Cala Croce al tramonto, con il sole che mandava gli ultimi raggi ad illuminare i fiorellini di malva, quando vedo avvicinarsi una macchiolina nera cinguettante, come in festa… erano le rondini, bellissime!

Ma accanto a questo spettacolo della natura per cui rendere grazie al Creatore, a Lampedusa l’arrivo della primavera significa anche assistere ad un altro spettacolo, meno bello di certo ma decisamente curioso: passeggiando per le strade dell’isola si vedono le imposte di alcune case che vengono aperte per raccogliere quanto più calore e luce possibile dopo l’umido inverno; si cominciano a vedere gli alberghi e le case vacanze con i materassi fuori a prendere sole, camioncini che trasportano divanetti di vimini e sedie, e persone che tinteggiano le facciate dei propri locali con la cura di chi sa che da lì proviene il pane. Si vedono anche più macchine e motorini in giro, come se davvero ci si risvegliasse dal letargo anche meritato di chi ha riposato in autunno e in inverno dopo la faticosa stagione di lavoro estivo, pronto ad affrontarne un’altra per la quale insistentemente circola la solita domanda: “come sarà questa stagione?”, “meglio o peggio dell’annata passata?”…
Beh, a dire il vero, generalmente, la tendenza pende verso un pessimismo quasi scaramantico! Quando invece, come dicono i pronostici di quest’anno, il trend sembra essere positivo, ricco di… “ricche” prospettive, allora vuol dire che le aspettative non saranno deluse e che la primavera, esplosiva nei suoi colori e luci, è davvero foriera di una magica estate, meravigliosa come sempre.

Maria Daina

Maria Daina nasce ad Agrigento nel 1977, studia al Liceo Linguistico e si laurea in Scienze della Comunicazione a Palermo. Subito dopo la laurea, tra Palermo, Catania e Agrigento, ha lavorato nel settore della comunicazione pubblicitaria, della formazione professionale e del turismo gestendo due strutture ricettive e occupandosi della loro promozione. E proprio a Lampedusa, dove gestiva un B&B, nell’estate del 2010 conosce un veterinario di Catania che, come lei, si trovava lì a lavorare. Sin da piccola amante degli animali e in prima linea in difesa dei loro diritti, corona il suo sogno sposando proprio il veterinario conosciuto a Lampedusa e, insieme, scelgono di aprire un ambulatorio proprio sull’isola. Vive a Lampedusa dal 2015 e, sebbene nostalgica dei suoi amati templi dorici, ha imparato ad apprezzare quanto di bello e diverso esiste a Lampedusa sfruttando l’opportunità di scriverne a proposito delle sue uniche realtà.

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