Che festa il Carnevale a Lampedusa!

Che festa il Carnevale a Lampedusa (Foto di Giacomo Mercurio)
Foto di Giacomo Mercurio (Facebook)

Una leggenda! Ho sempre sentito i racconti di chi, non lampedusano, si è trovato a parteciparvi negli anni novanta e non vedevo l’ora di assistere personalmente ai festeggiamenti. E così è stato sebbene le modalità non siano più quelle di una volta, diciamo che adesso anche a Lampedusa il carnevale è vissuto secondo le consuetudini dettate dalla società di oggi, ovvero: carri allegorici che ripropongono soggetti televisivi, schiuma da barba e stelle filanti a spruzzo che “colorano” simpaticamente i muri del paese, coriandoli in quantità industriale (davvero tanti!) e gli immancabili veglioni. Quello che più mi ha colpito è la partecipazione e l’entusiasmo di tutti, grandi e piccoli; le mamme hanno avuto un gran da fare per cucire i vestiti dei bambini che animavano il carro, tutti vestiti da Puffo! E i fantastici ragazzi di Alternativa Giovani, associazione molto attiva sul territorio lampedusano, instancabili ed esplosivi, hanno animato il giro del carro tra le vie del paese con un’energia contagiosa!

Mi sarebbe piaciuto tanto però partecipare anche a quello che era il carnevale di una volta e in mancanza di ciò me lo sono fatto raccontare da chi lo ha vissuto.

I festeggiamenti iniziavano già dopo Natale, la sera c’erano feste danzanti presso le case private che aprivano le porte a tutti, quindi si girava vestiti in maschera da una casa all’altra, mangiando dolci e ballando allegramente. Anche gli anziani venivano portati alla festa, anche in sedia a rotelle, felici di guardare gli altri divertirsi. La famiglia ospitante faceva trovare già delle leccornie da assaporare tra un ballo e l’altro e anche i partecipanti portavano qualcosa di buono. Addirittura, alcune famiglie affittavano tutte insieme un magazzino mettendolo a disposizione per la festa, adornandolo di festoni e stelle filanti.
Bastava anche un lenzuolo per mascherarsi da fantasma e la festa era fatta! Bastava poco quindi perché tutto il resto c’era già: semplicità, allegria e voglia di vivere, ingredienti infallibili per la buona riuscita di una festa e sebbene le modalità dei festeggiamenti siano cambiate, quest’ultimi sono rimasti tali. Mio fratello quando insegnò qui nel ’96 ebbe la fortuna di partecipare ad una serata danzante carnevalesca girando da una casa all’altra e dal suo racconto, avvalorato dai ricordi dei lampedusani, mi sono immaginata tanta spensieratezza e voglia di divertirsi, accantonando per un po’ i pensieri di ogni giorno. In più, secondo me i lampedusani hanno il vantaggio di vivere in un piccolo centro e quindi vivere la festa appieno come la si godeva un tempo. E posso dire con stupore che anche oggi secondo me il carnevale qui è atteso e vissuto con entusiasmo proprio perché l’isola consente di conservare l’affetto per le tradizioni e questa è una cosa bella!

Ecco allora un video del 2001 con spezzoni di uno degli ultimi carnevali di una volta..

Un video con vari festeggiamenti, dal 1989 al 2001..

E un altro molto più contemporaneo, girato lo scorso martedì grasso..

Foto di copertina di Giacomo Mercurio (Facebook)

Maria Daina

Maria Daina nasce ad Agrigento nel 1977, studia al Liceo Linguistico e si laurea in Scienze della Comunicazione a Palermo. Subito dopo la laurea, tra Palermo, Catania e Agrigento, ha lavorato nel settore della comunicazione pubblicitaria, della formazione professionale e del turismo gestendo due strutture ricettive e occupandosi della loro promozione. E proprio a Lampedusa, dove gestiva un B&B, nell’estate del 2010 conosce un veterinario di Catania che, come lei, si trovava lì a lavorare. Sin da piccola amante degli animali e in prima linea in difesa dei loro diritti, corona il suo sogno sposando proprio il veterinario conosciuto a Lampedusa e, insieme, scelgono di aprire un ambulatorio proprio sull’isola. Vive a Lampedusa dal 2015 e, sebbene nostalgica dei suoi amati templi dorici, ha imparato ad apprezzare quanto di bello e diverso esiste a Lampedusa sfruttando l’opportunità di scriverne a proposito delle sue uniche realtà.

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